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Progetto Formativo

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1.2 I cinque punti qualificanti

Settore di appartenenza

Il primo passo di questo lavoro è stato quello di provare ad identificare i settori di riferimento in base a vari

fattori quali ad esempio: il numero di occupati, la frequenza di utilizzo dell’attrezzatura, il numero di infortuni

del settore, la diffusione o complessità dell’attrezzatura.

Di seguito l’elenco dei settori identificati in questa prima analisi:

Edilizia e costruzioni

Agricoltura e foreste

Industria e logistica

Altri settori: attrezzature per le attività di montagna

Ciò non toglie che vi siano altri settori le cui attrezzature potranno rientrare in successivi studi ed

approfondimenti. In generale, nell’identificazione del settore di appartenenza dell’attrezzatura, va

comunque considerato che alcune di esse sono utilizzate in più ambiti (pensiamo ad esempio alla motosega),

in questo caso l’attrezzatura è stata inserita nel settore ove risulta generalmente più utilizzata o per il quale

vi è la necessità di una formazione più minuziosa.

Tipologia di attrezzatura

Un secondo aspetto del lavoro ha riguardato la definizione tipologica dell’attrezzatura. Tale suddivisione si è

resa necessaria per uniformare, per quanto possibile, gli aspetti formativi. Per attrezzature simili risulta infatti

inutile ripetere più volte la stessa formazione e di conseguenza l’identificazione di tipologie permette di

evitare la ripetizione di concetti ed aspetti già affrontati.

Formazione trasversale, specifica, pratica

La parte formativa è stata suddivisa in tre ambiti:

Formazione trasversale (comune a tutte le attrezzature della stessa tipologia);

Formazione specifica per la singola attrezzatura;

Formazione pratica per la singola attrezzatura.

Numero partecipanti parte pratica

Partendo dall’esperienza dei corsi effettuati in ambito accordi stato-regioni ed in considerazione del fatto

che per molte delle attrezzature riportate in questo documento i corsi vedono la presenza di un numero

ridotto di partecipanti, è stata effettuata la scelta di proporre due livelli di durata del momento formativo

pratico. Un primo livello che vede la presenza da 1 a 3 partecipanti ed un secondo livello con presenza fino a

6 partecipanti.

Durata evento formativo

Infine si è valutata la possibilità, là dove effettivamente fattibile, di contenere l’orario del corso in giornate

intere o mezze giornate. Attualmente gli accordi prevedono le tempistiche minime di effettuazione delle parti

teoriche e pratiche con l’aggiunta, al di fuori dei tempi previsti per i moduli teorici e pratici, dei tempi della

verifica intermedia e finale.

Il problema che si rileva molte volte, soprattutto con corsi che vedono la partecipazione di pochi discenti, è

quello che prevede una durata di 8 ore di parte pratica e successivamente la verifica finale. Il tempo di verifica

- aggiuntivo alle otto ore - comporta:

un supero del normale orario di lavoro con necessità di straordinari;

oppure

il ritorno al campo prove il giorno successivo con costi aggiuntivi per il datore di lavoro;

oppure

l’effettuazione della verifica all’interno delle otto ore (considerando il corso valido al raggiungimento

del 90% della presenza), prassi scorretta, ma da alcuni adottata.