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Da ETUI una ricerca che analizza i dati empirici più recenti ed approfondisce il tema della sovraconnessione fuori orario di lavoro e le sue conseguenze tra i lavoratori europei
La progressiva sfumatura dei confini tra vita lavorativa e privata, gli orari di lavoro irregolari, l'aumento dell'intensità lavorativa e l'iperconnettività dei lavoratori sono emblematici dei cambiamenti sociali e organizzativi in atto nei luoghi di lavoro moderni. Sebbene i quadri giuridici esistenti offrano diversi strumenti per affrontare questi sviluppi, spesso non riescono a regolamentare e risolvere efficacemente i conflitti che ne derivano.
Per questa ragione il diritto alla disconnessione – comunemente definito come il diritto di astenersi da comunicazioni di lavoro al di fuori dell'orario lavorativo – è diventato un elemento centrale nei dibattiti sull'impatto della digitalizzazione sulle condizioni di lavoro. A Febbraio 2026, tale diritto è riconosciuto solo in Belgio, Bulgaria, Croazia, Cirpo, Grecia, Francia, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.
Guardando al nostro Paese, in Italia non esiste ancora una legge generale e unica che sancisca il diritto alla disconnessione per tutti i lavoratori. Il riferimento principale è la Legge n. 81/2017, che ha introdotto il lavoro agile. Essa stabilisce che l'accordo individuale di smart working deve prevedere le misure tecniche e organizzative per assicurare la disconnessione del lavoratore dagli strumenti tecnologici di lavoro, ma non ne definisce i dettagli, lasciandoli alla contrattazione collettiva o individuale.
In questo contesto, ETUI (European Trade Union Institution) propone la pubblicazione dal titolo "Beyond the right to disconnect" (Oltre il diritto alla disconnessione) all'inerno della quale la ricercatrice Agnieszka Piasna si propone di approfondire il dibattito in materia, collegando la comprensione sociologica degli attuali sviluppi in materia di orario di lavoro con un'interpretazione giuridica dei limiti, della concettualizzazione e della regolamentazione di tale diritto. Questa prospettiva multidisciplinare consente di sviluppare una solida comprensione dei processi di de-standardizzazione dell'orario di lavoro che mettono in discussione il confine tra lavoro e vita privata. Inoltre, fornisce informazioni utili per l'azione normativa volta a contrastare l'iperconnettività, collocandone le cause in un contesto socioeconomico più ampio. Queste considerazioni sono supportate da un'analisi dei dati empirici più recenti sull'orario di lavoro, la sovraconnessione e le sue conseguenze tra i lavoratori europei.
Il paper è scaricabile in lingua inglese sul sito di ETUI.
Orario di apertura
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