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Una rubrica di approfondimento per conoscere il punto di vista di chi la formazione la fa (e la vive) ogni giorno. A cura di Marco Michelli
La “formazione da salotto”, come la chiama lui, non l’ha mai digerita. Forse è per questo che per definirsi usa le espressioni “idealista” e “un po’ rompiscatole”. Ma se le aziende lo cercano è perché ispira fiducia e crede nella bontà del lavoro che porta avanti, nonostante in principio rimangano sorprese dalle sue proposte di una formazione che a volte è abbastanza atipica (che però porta a risultati concreti).

- Recentemente hai organizzato assieme ad AiFOS il corso “Sicurezza in cantina: vendemmia e spazi confinati” (svoltosi a Mori, Trento, il 17 settembre): risultato?
Pur essendo la prima volta che si proponeva questo tipo di attività durante la vendemmia e dovendo tarare qualche aspetto riguardo alle tempistiche, a mio avviso il corso in cantina è andato molto bene. L’idea era quella di fornire elementi utili all’individuazione e alla risoluzione delle problematiche di sicurezza nelle varie fasi della vendemmia e della vinificazione.
La nascita di questo momento formativo deve la sua genesi ad un precedente seminario fatto a luglio a Brescia sul tema legato al mondo vitivinicolo: da lì si è pensato di andare a visitare una cantina - la Cantina Mori Colli Zugna di cui sono RSPP – in piena attività e così abbiamo potuto “utilizzare come aula corsi” una delle più grandi cantine sotterranee d’Europa (profondità tra i 12 e i 16 metri, circa 100.000 mc di volume interrato), che ci ha permesso di seguire tutte le fasi di lavoro in “piena vendemmia”.
Nel corso della giornata è stata effettuata la visita presso due vigneti, dove si stava effettuando la vendemmia con tipologie di raccolta differente (con cassette che poi venivano caricate a mano sul trattore nel primo caso; con cassoni nel secondo) e poi l’attività è proseguita in “cantina”, affrontando tutte le altre tematiche connesse alla salute e sicurezza sul lavoro durante la vendemmia (dal conferimento del prodotto alla diraspatura, dalla pressatura ai travasi, dalla filtratura a tutte le altre attività in corso). La parte più coinvolgente è stata certamente l’approfondimento relativo agli spazi confinati e l’analisi delle procedure da attivare nel caso della gestione di un’emergenza che potrebbe verificarsi durante i lavori di pulizia delle cisterne. In tale ottica abbiamo predisposto anche il recupero di uno dei partecipanti dall’interno di una delle cisterne che ci erano state messe a disposizione.
- Un corso per formare i formatori che si può considerare fuori dagli schemi
Ritengo che sia giunto il momento di dire basta alla formazione da divano. Bisogna far vivere direttamente l’esperienza “lavorativa” soprattutto per chi, come AiFOS, forma i formatori. Infatti, solo in questo modo si riescono ad apprendere gli aspetti peculiari dell’attività lavorativa e trasmettere le informazioni corrette ai partecipanti, che poi sono i soggetti principali della formazione.
- Consentimi una perplessità: non si rischia di essere troppo lontani dalla realtà?
Se il formatore riesce a capire le problematiche che si trova di fronte, anche se non riguardano direttamente il proprio campo di azione, sarà poi in grado di replicarle rapportandole al suo ambito specifico, oltre che proporre e trasmettere nel proprio contesto ciò che ha imparato.
Del resto, il lavoro sul campo è fondamentale per rendere sempre più attivo l’aspetto formativo del corso stesso. Un altro esempio di corso appena concluso è stato quello della posa segnaletica stradale dove, in laboratorio, abbiamo simulato la posa stessa di alcuni segnali stradali. Anche in questo caso i formatori, che non eseguono attività su strada, ma generalmente solo in aula, hanno potuto confrontare i concetti appresi in teoria con quelli che, invece, sono gli aspetti concreti e le problematiche da affrontare sul campo.
- Dunque, la chiave di volta per il futuro è innovare la formazione?
Come Centro di Formazione AiFOS puntiamo sempre a proporre ai clienti una formazione progettata specificamente per le loro esigenze: ad esempio, nel settore cantieri evitiamo di effettuare momenti formativi “standard”, ma analizziamo preventivamente le specificità e le problematiche dell’azienda e proponiamo in concreto come gestirle.
Peraltro, l’impatto è dirompente. Quando si fanno momenti pratici o corsi di simulazione, si vede che l’assimilazione da parte dei partecipanti è maggiore. Semmai la difficoltà è iniziale: il cliente magari manifesta dubbi in fase di impostazione, anche se, nella maggior parte dei casi, trova grande soddisfazione nell’esito finale del corso prospettato.
Noi crediamo moltissimo nella formazione esperienziale: infatti, a volte è necessario trovare elementi nuovi proprio per trasmettere la formazione e non solo erogarla.
Un secondo aspetto importante è quello di evitare di portare in aula dei materiali che non sono altro che la proiezione sullo schermo della normativa vigente. Non a caso, all’interno del nostro CFA, abbiamo una graphic designer e realizziamo direttamente parte dei materiali riproponendo le componenti dei luoghi di lavori specifici. L’obiettivo è il cercare di rendere comprensibili i contesti nei quali si sta operando, le procedure e le prescrizioni, riducendo al massimo le “righe di testo”e sviluppando prodotti che coinvolgano il partecipante e facciano comprendere ed assimilare i concetti normativi e gli aspetti formativi che stiamo esponendo.
- Tornando al corso “Sicurezza in cantina” e le tante attività che AiFOS propone nel settore agricolo, ritieni sia ancora il segmento più difficile per fare formazione?
Il settore agricolo (e in generale l’agroalimentare) è un mondo sostanzialmente restio agli aspetti formativi legati alla sicurezza. Ad esempio, il corso di addestramento per l’uso dei trattori necessita di un approccio particolare, in quanto la formazione diventa sostanziale su persone magari adulte od anziane; altrimenti si rischia di non ottenere l’interesse necessario, con la conseguenza che i discenti non recepiranno nulla di quanto fatto.
- Prossimi progetti?
Tanti, forse troppi. Con TSM (Trentino School Management) stiamo portando avanti vari progetti tra i quali numerosi moduli relativi alla formazione/addestramento sulla posa segnaletica stradale ed altri relativi all’aggiornamento Coordinatori Sicurezza Cantieri. Siamo poi coinvolti anche in alcune attività di altri CFA per momenti formativi presso di loro (prossimamente ad Aosta e Cagliari).
Per quanto riguarda gli aspetti legati alla divulgazione della sicurezza continueremo con la diffusione dei materiali prodotti con il marchio di “SICURELLO.si” e “SICURELLO.no” che comprendono tantissime immagini per la formazione dei bambini, dei ragazzi e degli adulti e che sono generalmente scaricabili gratuitamente dai nostri siti web.
Seguendo il dettame dell’evitare la “formazione da salotto”, per il 2016 vorremmo proporre dei momenti formativi di aggiornamento dei Coordinatori Sicurezza Cantieri, da effettuarsi direttamente nei cantieri (esperienza già fatta in passato con buoni risultati).
- Come si lavora nell’ambito della tutela della salute e sicurezza in Trentino?
La realtà trentina è divisa in due, tra chi crede fermamente nella valenza positiva della formazione e chi la intende come mero obbligo da svolgere. Tuttavia, mi ritengo un idealista e sono certo che molti mi considerino anche un gran rompiscatole perché, tendenzialmente, non mi arrendo e non ho l’abitudine di chiudere gli occhi davanti a situazioni di insicurezza. Anche per questo le aziende sanno che possono fidarsi della bontà di quanto proponiamo: del resto, preferisco perdere un cliente che avallare comportamenti scorretti all’interno di un’azienda o di un cantiere.
Socio dell'impresa Seiduesei.org Srl, Stefano Farina si occupa esclusivamente dei molteplici aspetti relativi alla Sicurezza sul Lavoro con una particolare attenzione alla Sicurezza Cantieri ed alla Formazione in materia di Sicurezza sul lavoro.
Dopo un’esperienza pluriennale presso un’impresa di Costruzioni dove si è occupato di Gestione Cantieri, Sicurezza (ruolo RSPP), Qualità, nell’anno 2000 Farina ha scelto l’attività di libero professionista (iscrizione albo dei geometri della provincia di Trento anno 1990).
Mettendo a frutto l’esperienza ultradecennale acquisita presso studi tecnici ed imprese di costruzioni dove ha lavorato negli anni ottanta e novanta, Stefano Farina ricopre il ruolo di coordinatore per la sicurezza (in possesso di certificazione UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2004), direttore operativo di cantiere, responsabile dei lavori.
Certificato Docente Senior per la Sicurezza sul Lavoro, Stefano Farina effettua docenze relative alla formazione lavoratori, formazione tecnici, addestramento, sicurezza cantieri, sicurezza spazi confinati, posa segnaletica stradale, uso attrezzature (secondo gli accordi Stato Regioni). Stefano Farina dal 1995 ricopre il ruolo di RSPP di aziende ed enti (pubblici e privati).
Orario di apertura
Dal lunedì al venerdì
9.00 - 12.00 | 14.30 - 17.00
Tel. 030 6595031
AiFOS - Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro
25123 Brescia, c/o CSMT Università degli Studi di Brescia - Via Branze, 45
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