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28 febbraio 2022

Documenti

C'era una volta...

Esordisce con questo numero del Giornale dei Coordinatori (febbraio 2022) la Rubrica “C’era una Volta...”, a firma di Stefano Farina, all’interno della quale verranno inserite pubblicazioni che arrivano dal passato e nelle quali sono presenti aspetti legati alla sicurezza sul lavoro e sicurezza degli ambienti di vita

C'era una volta...

In questo primo numero proponiamo il capitolo XII dal titolo “Accidenti e misure di sicurezza” presente all’interno del libro “Arte Mineraria – Volume Secondo”, dell’autore Luigi Gerbella, anno di pubblicazione 1948, Terza edizione (completamente rifatta), Editore Ulrico Hoepli – Milano[1].

Arte-Mineraria_copertina.jpg

La scelta è ricaduta su questo volume perché è interessante vedere come, già nella prima parte del secolo scorso, alcuni dei concetti e degli aspetti sui quali dibattiamo quotidianamente, erano già affrontati in maniera sistematica ed “attuale”.

Anche se i riferimenti sono legati alla Coltivazione di Cave e Miniere, molti sono i punti che possono essere considerati di interesse anche negli altri ambiti lavorativi e di cantiere. Vediamone alcuni presenti già nel primo paragrafo dal titolo Generalità (in grassetto i punti che a mio avviso sono i più significativi).

“436. Generalità. - Ogni sforzo deve essere diretto, dai dirigenti dei lavori in una miniera, per prevenire, nei limiti del possibile, gl'incidenti, agendo essenzialmente in quattro direzioni:

  1. Studiare continuamente il giacimento e le rocce incassanti, modificando col tempo, se necessario, radicalmente o nel dettaglio, il metodo di coltivazione adottato, i lavori preparatori ad esso connessi, ed adeguando in ogni caso i mezzi di difesa alle necessità.
  2. Dotare i mezzi meccanici, di trasporto e di lavoro, di idonei dispositivi di sicurezza, e pretendere che siano sempre mantenuti in efficienza.
  3. Scegliere operai idonei alle varie operazioni in miniera e sviluppare in essi, specialmente nei sorveglianti, con conferenze, con premi, ecc., il senso di responsabilità e di prevenzione, combattendo in ogni modo gli atti imprudenti, la confidenza eccessiva col pericolo, atti che possono originare infortuni spesso gravi per chi li compie e per i compagni di lavoro.
  4. Pretendere che siano rigorosamente osservate le norme precauzionali, ritenute indispensabili, e siano adoperati gli apparecchi ed i dispositivi di protezione individuali.

In quanto all'impiego di mezzi meccanici in miniera, è indubbio che essi servano a diminuire il numero degl'infortuni.

La trazione meccanica, il comando degli scambi a distanza, i teleruttori, i dispositivi automatici di carico, i canali ed i nastri trasportatori, le tagliatrici, gli impianti completamente automatici di estrazione con skips, la ripiena pneumatica, gl'impianti automatici di carico e scarico nelle gabbie, le· segnalazioni elettriche, l'accensione elettrica delle mine, ecc. ecc., sono altrettante tappe del progresso nell'industria mineraria. Tali mezzi si concretano spesso in una convenienza economica e sempre avvantaggiano il lavoro umano, rendendolo meno faticoso e più sicuro. Nello studiare il problema della meccanizzazione delle miniere, la questione della sicurezza deve essere anteposta al fattore economico.    

Se ai mezzi meccanici sopra ricordati si aggiunge un'ottima illuminazione, una sapiente ventilazione, un servizio perfetto di eduzione, si può avere un quadro completo di quelle che sono le moderne miniere, non certo più pericolose e più disagiate di tante altre industrie, e molto diverse da come le immaginano molti di coloro che non le hanno mai viste.

Tra i fattori d'infortunio vanno tenute presenti e studiate le influenze che possono esercitare le sospensioni domenicali dei lavori, le nuove assunzioni di operai, le differenze stagionali di clima; nel senso che il freddo eccessivo, nelle miniere in montagna, può diminuire la libertà o capacità di movimenti, mentre un caldo anormale può togliere quasi completamente le forze”.

Arte-Mineraria_Pagina_01.jpg

In questa breve analisi mi andrò a soffermare in particolare e molto brevemente su quanto scritto al punto 3. Se andassimo ad attualizzarlo (forse un po’ forzatamente, ma non troppo) troveremmo alcuni concetti particolarmente interessanti:

  • Sorveglianti, ovvero l’attuale figura di preposto
  • Conferenze, ovvero la formazione dei lavoratori e dei preposti
  • Premi, ovvero il riconoscimento di quanto positivamente fatto in materia di sicurezza

Che dire? Le dissertazioni odierne erano già state affrontate tanto tempo fa.

Un secondo passaggio di questo capitolo è legato all’utilizzo dei DPI, ma di questo parleremo in uno dei futuri numeri della rubrica.

Guardando la copertina del manuale, il lettore più attento avrà visto che l’ultimo capitolo è poi dedicato a “fattori Economici e Organizzazione”. Concetto quest’ultimo di particolare interesse ed attualità, nel quale troviamo informazioni relative al “Diagramma di Gant”, all’Organizzazione dei servizi interni ed esterni ed all’organizzazione scientifica del lavoro, ma anche di questo magari avremo modo di parlarne in futuro.

 


[1] La riproduzione di parte dell’opera citata è fatta ai sensi dell’art. 70 della Legge 22 aprile 1941, n. 633 unicamente per fini non commerciali e per uso di discussione, non costituendo la citazione concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera.

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