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29 aprile 2026

Interventi e commenti

Il bello dell’imperfezione

L’organizzazione sana è quella che si dedica a obiettivi vitali per il proprio ambiente. Formare, sensibilizzare e promuovere comportamenti sani e sicuri vuol dire trasformare la prevenzione in cultura condivisa e duratura. Questo mio contributo ha l’obiettivo di illustrare l’impegno di Fondazione Aifos e del Comitato Sofia per una cultura del benessere e del prendersi cura.

Contributo a cura di Adele De Prisco, Presidente di Fondazione Aifos

Il bello dell’imperfezione

“L’imperfezione ha da sempre consentito continue mutazioni di quel meraviglioso quanto mai imperfetto meccanismo che è il cervello dell’essere umano”

Rita Levi Montalcini in Elogio dell'imperfezione

 

È qui, è arrivata!

Anche quest’anno è tornata la stagione delle fioriture, delle temperature miti e dei canti degli uccelli che risuonano nei parchi, nei giardini e nei boschi. La terra sboccia ed il corpo vibra in sintonia con il vento che disperde l’ultima polvere dell’inverno.

È in questa atmosfera luminosa che si schiude l’eterna magia del risveglio: un miracolo cosmico e, al tempo stesso, un’arte che ciascuno di noi può apprendere, traendone innumerevoli benefici per il fisico e la psiche.

“La primavera non mi permette di stare in casa più a lungo! Devo uscire e respirare a pieni polmoni l’aria di nuovo”, scriveva a fine ottocento Gustav Maheler, compositore e direttore d’orchestra austriaco, a margine della sua Sinfonia n.1 in Re Maggiore, intitolata “il Titano”, un solenne inno alla rinascita della natura e alla potenza dell’essere umano, che, nonostante le difficoltà della vita quotidiana, continua a custodire dentro di sé le risorse necessarie per affrontare le difficoltà, trasformarle in opportunità e proseguire, così, il suo cammino di vita quotidiana.

Anch’io con l’arrivo della primavera sono uscita di casa a respirare l’aria di nuovo. Sono andata al parco. È una domenica di aprile. Mentre contemplo assorta il verde del parco dove sono seduta a leggere, rifletto su quanto la natura sia antidoto alle incertezze ed inquietudini del nostro tempo. Per molti mesi siamo stati privati dell’esperienza tattile. Ora abbiamo un grande bisogno di ripristinare contatti tangibili e fare il pieno di immersioni sensoriali: la natura ben rappresenta tale condizione di fisicità, poiché possiamo annusarla, toccarla, ascoltarla.

Saggia ed intelligente, la natura diventa designer, progetta se stessa per sopravvivere, adattarsi ed evolvere. Con le sue irregolarità, asperità e ruvidità sta soppiantando l’idea di un paesaggio manipolabile a piacimento dall’essere umano con il solo fine di produrre tessuti, oggetti e materiali in serie, privi di variazioni e sempre uguali a se stessi.

Così la diversità può diventare un valore

È il caso del tessuto ricavabile dalla polvere di marmo. Alice Zantedeschi e Francesca Pievani sono ideatrici di Veromarmo e creatrici di “Fili Pari“, la start-up veronese che trasforma il marmo, materiale freddo, pesante e statico, in un caldo e “morbido” tessuto, grazie alla presenza del carbonato di calcio che compone la pietra. Il risultato è un materiale impermeabile, traspirante, antivento, ritardante di fiamma e resistente all’abrasione che può essere utilizzato nell’abbigliamento, nell’accessorio o nell’arredo.
E mentre mi incammino verso casa nel tripudio di verde che mi circonda, penso che è questo il bello dell’imperfezione: consentirci di sbocciare a nuova vita. Natura docet!

Come per l’individuo così per le organizzazioni di lavoro

Francesco Novara è uno dei maestri della psicologia del lavoro e sociale della seconda metà del secolo scorso, animatore del Centro di Psicologia del Lavoro alla Olivetti, presso il quale è stato sviluppato uno dei progetti più rilevanti di umanesimo organizzativo espressi dalla cultura organizzativa e manageriale del nostro Paese.

In una intervista realizzata in preparazione del film documentario “In me non c’è che futuro”, realizzato dal regista Michele Fasano sulla figura e sul pensiero di Adriano Olivetti nel 2011, Novara sostiene che un’impresa che viva solo nel breve termine si vota a morte certa, poiché non è capace di rinnovarsi. Egli dichiara: “L’organizzazione sana è quella che si dedica a obiettivi vitali per il proprio ambiente. Dal perseguimento condiviso di questi obiettivi discendono l’ordine delle relazioni funzionali, la sinergia delle competenze, il sistema delle reciproche responsabilità: il che genera una comunità di persone che lavorano al servizio della comunità sociale”.

L’affermazione per cui la persona è al centro dell’impresa è certamente vera, ma esige coerenza. Altrimenti, è esclusivamente un esercizio di retorica.

L’impegno di Fondazione Aifos e del Comitato Sofia

Con le attività educative rivolte a bambini, ragazzi e giovani, con i progetti di formazione degli adulti e con le iniziative che integrano innovazione, cultura e comunità, la Fondazione Aifos[1] ed il Comitato Sofia[2] intendono contribuire a costruire ambienti educativi ed organizzativi capaci di accogliere le differenze e valorizzare ogni esperienza.

È così che noi Fondazione Aifos scegliamo, ogni giorno, di essere coerenti.

 

[1] Bandi, iniziative, eventi e progetti della Fondazione Aifos sono consultabili al link: https://fondazioneaifos.org/bandi-e-progetti/

[2] Iniziative, eventi e progetti del Comitato Sofia sono consultabili al link: https://fondazioneaifos.org/comitato-sofia/

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