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28 luglio 2026

Interventi e commenti

Scaffalature porta pallet: una materia codificata che merita di essere conosciuta meglio

A proposito della nuova pubblicazione INAIL "Scaffalature porta pallet. Scelta, uso e manutenzione: approfondimenti tematici" (2026)

Contributo a cura di Matteo Fadenti, Vicepresidente vicario, e Lucio Fattori, Consigliere nazionale Aifos

Scaffalature porta pallet: una materia codificata che merita di essere conosciuta meglio

A maggio 2026 INAIL ha pubblicato, insieme ad ANIMA-AISEM e al gruppo CISI, un volume dedicato alle scaffalature porta pallet, costruito in forma di domande e risposte. È il seguito operativo della "Guida tecnica per la scelta, l'uso e la manutenzione" del 2024, e nasce da un'esigenza concreta: durante l'attività di divulgazione della Guida, portata in giro per l'Italia nel biennio 2024-2025, sono emersi dai diversi stakeholder dubbi ricorrenti, alcuni dei quali su aspetti tutt'altro che marginali. Il formato a domande e risposte, scelto proprio per dare un carattere pragmatico alla trattazione, fotografa con onestà quali sono i punti che nella pratica generano maggiore incertezza.

Per chi si occupa di formazione e di cultura della sicurezza, questo è il dato più interessante. La materia delle scaffalature è, in realtà, una delle più codificate che esistano: un corpus normativo ampio e stratificato, fatto di norme di progettazione, di uso, di manutenzione e di validazione. Il volume INAIL conferma però che a una buona disponibilità di strumenti non corrisponde sempre una loro applicazione diffusa, anche, lo osserva lo stesso documento, per la difficoltà a orientarsi tra la quantità di riferimenti disponibili. Vale allora la pena ripercorrere i nodi principali, perché sono esattamente quelli su cui la formazione può fare la differenza.

Cogente e non cogente: una distinzione da spiegare bene

Il primo chiarimento riguarda la natura delle norme. Da un lato c'è il diritto cogente, il d.lgs. 81/2008, che si applica a tutti i settori e a tutte le tipologie di rischio, magazzini con scaffalature compresi. Dall'altro ci sono le norme tecniche UNI e UNI EN (la 15512 per la progettazione strutturale, la 16681 per quella sismica, la 15635 per uso e manutenzione, la 11636 per la validazione) che cogenti non sono. In assenza di una direttiva di prodotto comunitaria sulle scaffalature, queste norme rappresentano il riferimento tecnico condiviso e consentono di dimostrare la cosiddetta presunzione di sicurezza, ai sensi dell'art. 105 comma 3 del Codice del Consumo (d.lgs. 206/2005).

È una distinzione che vale la pena insegnare con cura, perché "non cogente" viene talvolta interpretato come "facoltativo". In realtà le norme tecniche sono lo strumento con cui il datore di lavoro dimostra di aver operato secondo la regola dell'arte: il d.lgs. 81/08 fissa l'obbligo di risultato, la sicurezza, le norme tecniche indicano una via riconosciuta per raggiungerlo in modo documentabile. Discostarsene è possibile, ma comporta l'onere di dimostrare per altra via di aver conseguito un livello di sicurezza equivalente: un percorso più complesso, che conviene affrontare con piena consapevolezza.

Sul fronte della marcatura CE, il volume chiarisce un punto che spesso genera confusione. La scaffalatura statica, di regola, non si marca CE perché manca una direttiva di prodotto specifica. La marcatura diventa però obbligatoria in due casi concreti: quando la scaffalatura è parte integrante di un magazzino automatico (Regolamento UE 2023/1230, il nuovo Regolamento Macchine) e quando sostiene la copertura o le pareti esterne di un magazzino (Regolamento UE 2024/3110, Prodotti da Costruzione). Sono i due regolamenti che hanno recentemente rinnovato l'impianto precedente, e vale la pena tenerli presenti.

Il PRSES, figura chiave da valorizzare

Tra le figure professionali individuate dalla UNI EN 15635, il PRSES,Person Responsible for Storage Equipment Safety, è quella che merita più attenzione. La norma lo indica come figura cardine della gestione della sicurezza del magazzino. Nel d.lgs. 81/08 non esiste un suo corrispettivo perfetto: il volume suggerisce di inquadrarlo come componente del Servizio di Prevenzione e Protezione, con competenze tecniche specifiche sul funzionamento in sicurezza della scaffalatura.

La sua nomina non è di per sé obbligatoria, perché la 15635 non è cogente. C'è però una conseguenza che vale la pena evidenziare: nel momento in cui il datore di lavoro decide volontariamente di applicare la norma, la nomina del PRSES diventa necessaria, perché la norma stessa lo individua come figura centrale del processo. In altre parole, il processo non può essere adottato a metà. E nelle realtà con più siti il volume precisa che serve almeno un PRSES per ciascun sito produttivo e per ciascun turno di lavoro.

Per chi svolge attività formativa, c'è un elemento di particolare rilievo: i contenuti minimi della formazione del PRSES non sono stabiliti per legge, ma possono essere desunti dalla 15635. Questo lascia spazio di costruzione, e quindi una responsabilità, al formatore e all'ente formativo, chiamati a definire percorsi aderenti alle reali esigenze operative dell'azienda e alle scaffalature effettivamente impiegate. È un'opportunità per chi lavora con competenza e attenzione al contesto.

Sismica e usato: due ambiti che richiedono consapevolezza

In un Paese in cui gran parte del territorio è classificato a rischio sismico, la valutazione dell'idoneità delle scaffalature già installate a resistere all'azione sismica prevista per la zona rientra tra gli obblighi del datore di lavoro, in quanto discende dalla garanzia di sicurezza del luogo di lavoro. La fonte primaria dei dati è il fabbricante o il fornitore, che conosce la struttura installata; in mancanza della documentazione necessaria, il datore di lavoro può avvalersi di un professionista qualificato in grado di caratterizzare il comportamento strutturale dei componenti e dell'intera scaffalatura, attraverso calcoli e prove sperimentali. La via per adempiere c'è ed è praticabile: il valore aggiunto della formazione sta nel diffondere la consapevolezza che vada percorsa.

Merita attenzione anche il tema dell'usato. Installare una scaffalatura acquistata sul mercato dell'usato è lecito, ma a una condizione che cambia il quadro delle responsabilità: il datore di lavoro assume de facto il ruolo e le responsabilità del fabbricante/fornitore. Deve quindi dimostrare e documentare l'idoneità della struttura all'uso previsto, caratterizzarne il comportamento strutturale, progettarla dal punto di vista funzionale e strutturale e redigere il manuale di istruzioni, nel rispetto del processo di validazione previsto dalla UNI 11636. È un aspetto che chi acquista usato non sempre conosce, e che vale la pena rendere chiaro fin dall'inizio.

Ispezioni, registro e documentazione: la tracciabilità come metodo

Sul ciclo di ispezione e manutenzione il volume è puntuale. Distingue quattro tipologie di ispezione (a fine montaggio, d'uso, periodica e straordinaria) con responsabilità ben definite: l'ispezione d'uso spetta all'operatore di magazzino prima di ogni attività, la periodica e la straordinaria al PRSES, con l'affiancamento, almeno ogni dodici mesi, di un tecnico esperto. Su quest'ultimo punto INAIL chiarisce una zona grigia: i requisiti del tecnico esperto non sono esplicitati nella 15635, ma si desumono dalla definizione di "esperto validatore" della UNI 11636.

Il documento ricorda che un danno non rilevato permane come "punto debole" del sistema, e che una struttura con più punti deboli può reagire in modo imprevedibile anche alle sollecitazioni del normale utilizzo. Per questo l'esito delle ispezioni e gli interventi di manutenzione vanno registrati sul registro dei controlli, con il livello di danno codificato per colore, verde, giallo, rosso. Più in generale, il volume elenca la documentazione che deve essere disponibile in un luogo di lavoro con scaffalature: DVR, piano di emergenza, disegno di montaggio, manuale di istruzioni, dichiarazione di corretto montaggio, documenti di validazione UNI 11636, procedure di lavoro, registro dei controlli, cartello di portata e attestati di formazione. Un fascicolo articolato, che va tenuto costantemente aggiornato: ed è proprio su completezza e aggiornamento che si misura, nella pratica, la maturità di un sistema di gestione.

Il volume "Scaffalature porta pallet. Scelta, uso e manutenzione: approfondimenti tematici" (INAIL, 2026, ISBN 978-88-7484-995-6) è scaricabile gratuitamente dal sito INAIL. Costituisce il seguito operativo della "Guida tecnica per la scelta, l'uso e la manutenzione" del 2024.

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