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Perché nasce la nuova Prassi di Riferimento e quali prospettive apre per le organizzazioni, i consulenti e i professionisti della salute e sicurezza sul lavoro? Approfondimento a cura di Antonella Barillà, socia Aifos, consulente e auditor di sistemi di gestione e Consigliera di Fiducia in contesti pubblici e privati
Il 22 luglio 2026 è stata presentata la UNI/PdR 192:2026, la nuova Prassi di Riferimento dedicata alla gestione della conciliazione tra vita familiare e lavoro, nel corso dell'incontro promosso da Unioncamere, dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ho seguito da remoto.
L'iniziativa si inserisce nell'attuazione del Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e della Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 e si accompagna a un programma di sostegno rivolto alle imprese che intendono intraprendere il percorso di certificazione.
Al di là degli incentivi previsti, ciò che appare maggiormente interessante è la prospettiva culturale che emerge dalla nuova prassi. La conciliazione tra vita familiare e lavoro non viene infatti presentata come un insieme di misure accessorie o di iniziative di welfare, ma come una dimensione organizzativa che può contribuire alla competitività, all'attrattività e alla sostenibilità delle imprese.
Per chi opera nella salute e sicurezza sul lavoro questa rappresenta una riflessione di particolare interesse. Sempre più spesso, infatti, la qualità dell'organizzazione del lavoro influenza il benessere delle persone almeno quanto gli aspetti strettamente tecnici della prevenzione.
Con questo articolo inauguriamo un percorso di approfondimento dedicato alla UNI/PdR 192:2026.
In questa prima parte analizzeremo il contesto nel quale nasce la nuova prassi e le ragioni per cui essa può rappresentare un'opportunità anche per i professionisti della prevenzione.
Nella seconda parte entreremo invece nel merito della Prassi di Riferimento, approfondendone la struttura, i requisiti e le possibili integrazioni con la UNI/PdR 125:2022 e con gli altri sistemi di gestione.
La presentazione della UNI/PdR 192:2026 prende le mosse da un dato ormai evidente: il contesto demografico e sociale italiano sta cambiando profondamente.
La diminuzione delle nascite, il progressivo invecchiamento della popolazione e il crescente peso delle attività di cura rappresentano fenomeni destinati a incidere non soltanto sulla società, ma anche sull'organizzazione del lavoro.
Nel corso dell'evento è stato evidenziato come quasi il 70% delle lavoratrici e dei lavoratori sia impegnato nella cura di figli minori, familiari anziani o persone fragili. Un dato che conferma come la conciliazione tra vita lavorativa e responsabilità familiari non possa più essere considerata una questione individuale, ma rappresenti una sfida organizzativa che coinvolge imprese, istituzioni e parti sociali.
In questo scenario la capacità delle organizzazioni di favorire un equilibrio sostenibile tra esigenze produttive e vita personale diventa un elemento che può incidere sulla permanenza delle persone nel mercato del lavoro, sull'attrattività dell'impresa e sulla sua capacità di valorizzare il capitale umano.
Negli ultimi anni il tema della conciliazione vita-lavoro è stato spesso affrontato attraverso singole iniziative di welfare aziendale: flessibilità oraria, lavoro agile, servizi di supporto alla genitorialità, permessi aggiuntivi o altre misure rivolte ai lavoratori.
La nuova UNI/PdR 192:2026 sembra proporre un'evoluzione di questo approccio.
Dalle informazioni presentate durante l'evento emerge infatti la volontà di ricondurre tali strumenti all'interno di un modello organizzativo strutturato, capace di integrare la conciliazione nei processi decisionali dell'impresa e nelle politiche di gestione delle persone.
Le tre aree individuate dalla Prassi – flessibilità, genitorialità e caregiving, benessere e salute – delineano un quadro nel quale la qualità dell'organizzazione del lavoro assume un ruolo centrale.
Si tratta di un cambiamento significativo, perché sposta l'attenzione dal singolo intervento alla capacità dell'organizzazione di progettare, pianificare e sviluppare politiche coerenti con i propri obiettivi e con le esigenze delle persone.
A una prima lettura potrebbe sembrare che la UNI/PdR 192 riguardi prevalentemente le funzioni HR o le politiche di welfare aziendale.
In realtà le implicazioni sembrano essere molto più ampie.
Chi si occupa di salute e sicurezza sul lavoro sa bene che il benessere delle persone dipende anche dalla qualità dell'organizzazione, dalla gestione dei tempi di lavoro, dalla partecipazione, dalla leadership e dalla capacità dell'impresa di favorire un equilibrio tra vita professionale e vita privata.
Le misure organizzative orientate alla conciliazione possono contribuire a incidere positivamente sui fattori che influenzano il benessere lavorativo e, indirettamente, anche sui rischi psicosociali, favorendo contesti di lavoro più sostenibili e inclusivi.
Per questo motivo la nuova prassi merita attenzione anche da parte di RSPP, HSE Manager, consulenti e di tutti i professionisti della prevenzione.
L'esperienza maturata nello svolgimento degli audit di terza parte per la certificazione della UNI/PdR 125:2022 offre alcuni spunti di riflessione.
Molte organizzazioni hanno già introdotto misure di flessibilità, iniziative di welfare o strumenti di sostegno alla genitorialità.
Più raramente, tuttavia, tali interventi risultano inseriti in un quadro organico caratterizzato da obiettivi definiti, responsabilità, monitoraggio e miglioramento continuo.
Sotto questo profilo la UNI/PdR 192:2026 sembra collocarsi in un ambito complementare rispetto alla UNI/PdR 125:2022, proponendo una riflessione specifica sulla conciliazione vita-lavoro che meriterà di essere approfondita attraverso l'analisi del testo della Prassi.
La presentazione della UNI/PdR 192:2026 rappresenta un segnale importante dell'evoluzione in corso nel modo di intendere l'organizzazione del lavoro.
La prevenzione moderna non si misura soltanto nella capacità di eliminare i rischi o di garantire la conformità normativa, ma anche nella capacità delle organizzazioni di creare condizioni di lavoro che favoriscano salute, benessere e sostenibilità.
Se questa sarà la direzione che la UNI/PdR 192:2026 contribuirà a consolidare, il suo impatto potrà andare oltre il percorso di certificazione, incidendo sulla cultura organizzativa delle imprese e sul modo stesso di concepire la prevenzione.
Nel prossimo articolo analizzeremo il contenuto della Prassi di Riferimento, approfondendone la struttura, i requisiti e le possibili integrazioni con la UNI/PdR 125:2022 e con gli altri sistemi di gestione.
Aifos - Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro
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